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Invecchiare in Svizzera
Negli ultimi decenni la struttura della popolazione della Svizzera è profondamente mutata. L’invecchiamento demografico della Svizzera si ripercuote su diversi fronti della convivenza. Al centro del dibattito sociopolitico vi sono in particolare temi relativi alla salute, all’occupazione e al pensionamento nonché alla previdenza per la vecchiaia.
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L'invecchiamento della popolazione è influenzato da tre fattori: la fecondità, la speranza di vita e la migrazione.
Questo contenuto non è disponibile in Italiano. Viene invece fornita la versione francese.
Pyramide des âges de la population selon le sexeLa fecondità in Svizzera è bassa da diversi decenni – il tasso di natalità resta abbastanza stabile. L’indicatore sintetico di fecondità è precipitato da 3,7 figli per donna all’inizio del XX secolo a 1,5. L’andamento della fecondità comporta perciò la diminuzione del numero di giovani nella popolazione. Il fenomeno è denominato «invecchiamento dal basso» della piramide dell’età.
La speranza di vita media in Svizzera è raddoppiata dal 1878. Riferendosi alla piramide dell'età, l'aumento della speranza di vita provoca «l'invecchiamento dall'alto».
Mentre entrambi i fattori menzionati sopra portano ad un aumento dell'età media della popolazione, la migrazione contribuisce a rallentare l'invecchiamento della popolazione. Per i risultati dettagliati:
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I resoconti sulla previdenza per la vecchiaia offrono una panoramica sull’accesso della popolazione attiva e pensionata al sistema della previdenza per la vecchiaia che è composto dall’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti, (AVS), dalla previdenza professionale (PP) e dal pilastro 3a («sistema dei tre pilastri»).
Nel 2024 hanno beneficiato almeno di una nuova prestazione di vecchiaia del sistema di previdenza per la vecchiaia 247 086 persone (senza doppi conteggi).
Circa 104 200 persone hanno beneficiato per la prima volta di una rendita di vecchiaia dell’AVS e circa 41 300 di una della PP. A circa 71 900 persone è stato versato un capitale della previdenza professionale e a quasi 135 500 un capitale della previdenza individuale vincolata come prestazione di vecchiaia.
Le differenze si riscontrano anche nella somma delle prestazioni percepite, per persona, dai tre pilastri: nel 2024, la somma mediana mensile per una nuova rendita di vecchiaia AVS è stata di 1853 franchi, mentre quella della PP è risultato, con 1680 franchi, leggermente inferiore. Il capitale della PP versato ai beneficiari nel 2024 è stato di 137 720 franchi (mediana); quello del pilastro 3a ammontava a 47 345 franchi (mediana).
Nell’interpretazione delle rendite e delle prestazioni in capitale della previdenza professionale, in particolare, è necessario tener conto delle nette differenze tra i sessi sia per quanto concerne l’accesso che l’entità delle prestazioni. Nel 2024 gli uomini hanno percepito, dal 2° pilastro, quasi il doppio delle prestazioni rispetto alle donne. Per i risultati dettagliati:
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Il tasso d’attività professionale (quota di persone attive rispetto alla popolazione) diminuisce con l’avanzare dell’età a partire dai 50 anni. Mentre nel periodo 2021–2023 il 90% degli uomini di 57 anni e l’81% delle donne della stessa età (ovvero a un anno dall’età minima per poter beneficiare di una rendita del 2° pilastro) erano ancora attivi sul mercato del lavoro, tra gli uomini di 64 anni e le donne di 63 anni il tasso d’attività professionale si attestava soltanto al 56% rispettivamente al 52%. Il 31% degli uomini era ancora attivo a 65 anni e il 32% delle donne a 64 anni. Anche a 74 anni alcune persone partecipavano ancora in parte al mercato del lavoro (il 15% degli uomini e il 7% delle donne).
Nel 2025 l’età media all’uscita dal mercato del lavoro era di 65,0 anni, in calo rispetto al picco osservato nel 2017 (65,8 anni). Questo indicatore riflette la differenza ordinaria (legale) dell’età di pensionamento tra uomini e donne: in media gli uomini lasciano il mercato del lavoro un po’ più tardi delle donne (nella media degli ultimi cinque anni: 0,7 anni dopo).
Nel periodo 2021-2023 il tasso di prepensionamento a un anno dall’età ordinaria (legale) di pensionamento ammontava al 39% (a 64 anni) tra gli uomini e al 33,7% (a 63 anni) tra le donne.
Nel 2025 il numero di persone di 65 anni e più ogni 100 persone attive tra i 20 e i 64 anni ammontava a 38,0.
Per i risultati dettagliati: Attività professionale e pensione
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Salute autovalutata
La salute delle persone anziane si diversifica fortemente a seconda dell’età, del sesso, del livello di formazione e del luogo di domicilio. Il 79% delle persone tra i 65 e i 74 anni che vivono in un’economia domestica privata dichiara di essere in ottima o buona salute rispetto al 70% di quelle che hanno dai 75 agli 84 anni e al 65% di quelle che ne hanno 85 o più. A partire dagli 85 anni, le donne valutano di avere una salute meno buona di quella degli uomini. Per i risultati dettagliati: Salute delle persone anziane (disponibile solo in tedesco e francese)
Aiuti per motivi di salute
Per motivi di salute, nell’arco di un anno il 17% delle persone di almeno 65 anni ha fatto ricorso a un aiuto informale e l’8% a un servizio di assistenza e cura a domicilio. La quota di persone anziane che, al contrario, hanno fornito assistenza ai loro parenti o conoscenti è stata pari al 30%. Per i risultati dettagliati:
Aiuti informali (disponibile solo in tedesco e francese)
Ricorso al servizio di assistenza e cure a domicilio
Oltre il 70% delle persone beneficiarie di prestazioni offerte dai servizi professionali di assistenza e cura a domicilio ha almeno 65 anni. Il numero di ore di assistenza e cura ricevute cresce con l’età. Per i risultati dettagliati:
Assistenza e cura a domicilio (disponibile solo in tedesco e francese)
Persone residenti in case per anziani medicalizzate
Le case per anziani (CPA) medicalizzate ospitano persone anziane che hanno bisogno di cure di lunga durata. Circa una persona su sette di 80 anni e più vive in una casa per anziani medicalizzata; due terzi di queste persone sono donne. Per i risultati dettagliati:
Case per anziani medicalizzate (disponibile solo in tedesco e francese)
Ospedalizzazioni
I ricoveri ospedalieri si moltiplicano con l’età. Quasi un quarto delle persone di 65 anni e più vengono ricoverate almeno una volta all’anno. Per i risultati dettagliati:
Pazienti e ricoveri in ospedale (disponibile solo in tedesco e francese)
Cause di morte
La metà delle persone che decedono hanno 84 anni e più; quasi nove su dieci hanno almeno 65 anni. Il cancro è la principale causa di morte delle persone tra i 65 e gli 80 anni. Nelle persone più anziane è soppiantato dalle malattie cardiovascolari. Per i risultati dettagliati:
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Numerose persone anziane sono impegnate in attività di assistenza presso i genitori, conoscenti, i loro figli o associazioni. Così facendo, apportano un contributo significativo a titolo volontario all’adempimento di compiti necessari alla collettività.
Nel 2023, i tre quarti dei nonni custodiva regolarmente o occasionalmente i propri nipoti. Tra coloro che hanno nipoti sotto i 13 anni, il 42% si occupava della loro custodia almeno una volta alla settimana, il 21% almeno una volta al mese e il 12% meno di una volta al mese o durante le vacanze. Le nonne si sono occupate dei loro nipoti più spesso dei nonni.
Per i risultati dettagliati:
Si stima che nel 2024 il volume totale del lavoro non remunerato per la custodia dei nipoti è stato pari a 157 milioni di ore.
Per i risultati dettagliati: Conto satellite della produzione delle economie domestiche
Nel 2024, quasi la metà (49%) delle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni ha svolto attività di volontariato organizzato e/o informale, mentre il tasso di partecipazione nella popolazione totale dai 15 anni in su è stato del 39%.
Per i risultati dettagliati: Volontariato
Sono disponibili anche altri indicatori relativi al volontariato, all’autovalutazione del proprio stato di salute, al supporto da parte della famiglia e degli amici o alle abitudini di consumo delle persone anziane. Per i risultati dettagliati:
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In Svizzera, la maggior parte delle persone di 65 anni e più è soddisfatta della propria situazione finanziaria. Spesso i redditi bassi possono essere compensati da riserve finanziarie.
Si osservano tuttavia grandi differenze in seno alla popolazione anziana. Le persone il cui reddito è costituito principalmente dalle rendite del 1° pilastro sono particolarmente svantaggiate in quasi tutti gli ambiti della vita considerati: si trovano più spesso in condizioni di povertà reddituale, dispongono più raramente di riserve patrimoniali e valutano la propria situazione finanziaria in modo più negativo rispetto alla media della popolazione anziana. Anche per le persone che vivono sole, quelle senza formazione postobbligatoria e quelle di nazionalità straniera si rilevano numerosi segnali di mezzi finanziari scarsi o addirittura insufficienti.
Per i risultati dettagliati:
Informazioni supplementari
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