Persone con disabilità

Persone con disabilità
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), si parla di handicap quando un problema di salute colpisce le funzioni e le strutture anatomiche di una persona (deficit), la sua capacità di compiere determinate attività (limitazioni delle attività) o la sua partecipazione nel contesto sociale (restrizioni della partecipazione). L’handicap non è pertanto solo un problema biologico, ma anche sociale, che sopraggiunge quando per motivi di salute una persona non può compiere le attività di base della vita umana o partecipare pienamente alla società.

Le persone con disabilità formano gruppi diversi a seconda della definizione applicata. Tutti questi gruppi collimano tuttavia soltanto in parte.

Persone con disabilità ai sensi della legge sui disabili
(Definizione nella statistica sulle pari opportunità: tema 20 – Situazione economica e sociale della popolazione > Pari opportunità delle persone con disabilità)

L'UST definisce «persone con disabilità ai sensi della legge sui disabili» quelle con un problema di salute di lunga durata che affermano di essere limitate (gravemente o non gravemente) nelle attività che le persone abitualmente svolgono.

La legge federale sui disabili (LDis) descrive la disabilità come le limitazioni e restrizioni che una persona incontra nel partecipare alla vita sociale a causa di una deficienza o di un problema di salute di lunga durata. Questa definizione si basa su una concezione sociale della disabilità (non posso spostarmi liberamente), che è diversa da quella individuale/medica (sono paraplegico).

Secondo questo modello concettuale è la persona stessa quella in grado di determinare al meglio se sia disabile o meno.

Persone con disabilità in senso medico (modello individuale)
(tema 14 – Salute > Stato di salute della popolazione)

Persone che presentano in modo permanente o per lunga durata un deficit dell’organismo o una limitazione funzionale (difficoltà a vedere, a camminare, a parlare ecc.).

Invalidità / Persone con rendita o altri prestazioni d'invalidità
(tema 13 – Sicurezza sociale > Assicurazione invalidità e Previdenza professionale)

Conformemente alla Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni so-ciali, entrata in vigore il 1° gennaio 2003, è considerata invalidità «l’incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata». L’invalidità è definita come incapacità al lavoro completa o parziale (rispettivamente come incapacità di svolgere le occupazioni abituali) ed è causata da un’infermità fisica, psichica o mentale. L’infermità è dovuta a un’infermità congenita, a una malattia o a un infortunio. La nozione di invalidità si basa sul modello medico della disabilità.

Modelli concettuali della disabilità
(Fonte: Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità)

Il modello individuale (o modello medico)
Il modello individuale, comparso all'indomani della Prima guerra mondiale e basato su un approccio biomedico, definisce la disabilità un deficit corporeo, psichico o mentale che colpisce una persona, limitandone la partecipazione sociale. Questo modello segue una logica di causa-effetto: una malattia o un trauma provoca un deficit nell'organismo, a cui consegue l'incapacità di fare determinate cose, la quale produce uno svantaggio sociale o un handicap. Secondo questo approccio, la disabilità deriva quindi chiaramente dal deficit di un individuo. Gli interventi proposti vertono principalmente sulle cure e mirano alla guarigione del singolo o per lo meno al suo riadattamento alla società, come avviene con le persone «valide».

Il modello sociale
In risposta a questa visione della disabilità in termini prettamente medici, a partire dagli anni 1960 diversi movimenti di persone con handicap sviluppano un approccio nuovo che dà vita al modello sociale. Secondo questo modello, l'handicap è il risultato dell'inadeguatezza della società alle specificità dei suoi membri e ha origini esterne all'individuo. Il genere di interventi proposti cambia: l'approccio sociale abbandona l'ideale di guarigione, per promuovere lo sviluppo delle capacità di cui la persona dispone, allo scopo di renderla autonoma nel quotidiano. Questo modello persegue anche l'eliminazione delle barriere architettoniche e sociali e promuove l'adeguamento dell'ambiente e dei servizi, affinché le persone affette da disabilità fisiche o psichiche possano fruirne.

I modelli interattivi
In reazione alle visioni parziali proposte dai due modelli tradizionali, si è sviluppato un terzo modello che considera la disabilità il risultato dell'interazione di diversi fattori. La nuova Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF o ICIDH II) dell’OMS descrive la disabilità tentando di prendere in considerazione gli aspetti individuali e ambientali che la determinano. Ancora più attento alle diverse correlazioni è il modello di processo di produzione della disabilità (PPH), sviluppato negli anni 1980 in Canada da Fougeyrollas e i suoi collaboratori. Questi nuovi approcci integrativi e dinamici tentano di superare il determinismo individuale del modello medicale e il determinismo esterno di quello sociale.

Dettagli

Suddivisione territoriale
Svizzera
Numero UST
glos-890-it
Tipo di articolo:
Definitionen
Pubblicato il:
21.08.2018

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