29.11.2024 - Nel 2022 il numero di imprese attive nel settore della cultura è salito a oltre 67 000 come pure quello degli impieghi, che ha quasi raggiunto quota 241 000. Entrambe le cifre sono superiori a quelle del 2019, anno precedente la pandemia di COVID-19, e segnano addirittura nuovi picchi massimi dal 2011. Con 16,3 miliardi, anche il valore aggiunto lordo del settore culturale è superiore a quello precedente la pandemia. Le imprese del settore culturale tendono però a diventare sempre più piccole: hanno infatti visto diminuire di anno in anno sia il numero di impieghi che quello degli equivalenti a tempo pieno per impresa. Questi sono alcuni dei risultati provenienti dalla statistica dell'economia culturale stilata dall'Ufficio federale di statistica (UST).
Nel 2022 il numero di imprese attive nel settore culturale è salito a 67 313, il più alto dal 2011; corrisponde a un aumento del 3,0% rispetto all'anno precedente e addirittura a uno del 3,9% rispetto al 2019, anno precedente la pandemia di COVID-19. La crescita è tuttavia stata disomogenea nei diversi settori dell'economia culturale, che secondo la definizione di Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione europea, comprende ambiti creativi come quello dell'architettura, dei videogiochi o della pubblicità. Con un aumento di oltre il 6%, tra il 2021 e il 2022, il settore delle arti performative come pure quello audiovisivo e multimediale hanno registrato la crescita maggiore, mentre quello dei libri e della stampa ha subito una contrazione (-2,1%), segnando addirittura un -6,5% rispetto al 2019.
Aumento del numero di impieghi ma stallo degli equivalenti a tempo pieno
Nel settore culturale, anche il numero di impieghi (240 703) nel 2022 ha raggiunto un nuovo picco (+3,1% e +1,9% rispetto a prima della pandemia). Il numero di equivalenti a tempo pieno (ETP) non ha tenuto il passo ed è aumentato solo dell'1,1%, attestandosi a 161 325 unità. Rispetto al 2019 è addirittura diminuito (-0,4%). Sebbene il numero di posti di lavoro sia fortemente aumentato, il grado di occupazione medio di una persona nel settore della cultura si è contratto: mentre nel 2019 era stato del 68,6%, nel 2022 si è attestato solo al 67,0%.
Le imprese culturali stanno diventando sempre più piccole e questo si riflette sia nel calo del numero medio di posti di lavoro che in quello degli equivalenti a tempo pieno: nel 2011 un'impresa culturale aveva una me-dia di 4,14 posti di lavoro (2,88 ETP), mentre nel 2022 la cifra non superava i 3,58 posti (2,40 ETP).
Valore aggiunto lordo più alto di prima della pandemia ma comparto di libri e stampa in affanno
Il valore aggiunto lordo del settore culturale, sceso a 14,7 miliardi di franchi nel primo anno del COVID (2020), ha superato per la prima volta la soglia dei 16 miliardi di franchi nel 2022, attestandosi a 16,3 miliardi di franchi e superando così il livello prepandemico (2019: 15,6 mia. fr.). Tuttavia, l'andamento nominale nei diversi settori, che per motivi tecnici legati ai dati devono essere raggruppati per poter essere analizzati, è molto disparato. Il gruppo Patrimonio culturale e architettura ha presentato la quota più alta di valore aggiunto lordo nel settore culturale (41%; 6,8 mia. fr.) e ha inoltre segnato una spiccata crescita rispetto al periodo precedente la pandemia (+8,8%). Il gruppo Libri stampa e multimedia ha invece registrato un andamento negativo, mentre quello delle Arti visive e performative è in forte aumento rispetto all'anno precedente (+15,7%), sebbene in confronto al 2019 non abbia praticamente subito variazioni.
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