Statistica demografica delle imprese (UDEMO) Nuovo record del numero di creazioni di imprese nel 2022

Dieses Dokument ist auch in einer neueren Version verfügbar, siehe folgenden Link: Forte slancio alla creazione di imprese nel 2023

Nuovo record del numero di creazioni di imprese nel 2022

02.12.2024 - Nel 2022 in Svizzera è stata rilevata la cifra record di 46 987 imprese create «ex nihilo», 3950 in più rispetto al precedente picco raggiunto nel 2021. Più di quattro nuove imprese su cinque hanno un solo impiego. Queste unità molto piccole sono più vulnerabili e sopravvivono meno a lungo rispetto a quelle di maggiori dimensioni. Le unità già esistenti sono anch'esse un importante motore dell'economia e ricoprono un ruolo centrale nella creazione di impieghi. Tra queste, sono state censite 4882 imprese a forte crescita: un nuovo record. Questi sono alcuni degli elementi tratti dagli ultimi risultati della statistica demografica delle imprese (UDEMO) realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST).

La statistica demografica delle imprese produce risultati sulla popolazione delle imprese attive, sulle nuove società e sulla relativa sopravvivenza, sulle cessazioni di attività e sulle imprese a forte crescita. Una pubblicazione tematica che analizza nel dettaglio questi differenti elementi è disponibile a questo link.

Nuovi record nel 2022

Nel 2022, le imprese che esercitavano un'attività economica commerciale in Svizzera nei settori secondario e terziario erano 587 137, 46 987 delle quali create «ex nihilo» (8,0% del totale) e 4882 a forte crescita (7,8% del totale delle imprese con almeno 10 impieghi). Il numero di impieghi si è attestato a 4 626 338, di cui 64 806 generati da nuove imprese (1,4% del totale) e 286 691 da imprese a forte crescita (6,2% del totale). Tutti questi valori rappresentano soglie record dall'inizio della rilevazione.

Le unità molto piccole sono vulnerabili 

Le unità piccole svolgono un ruolo importante nel tessuto economico svizzero. Nel 2022, poco più della metà delle imprese attive (55,3%) impiegava una sola persona, e solo una su dieci ne impiegava almeno 10. L'impatto delle unità di dimensioni molto piccole era ancora più marcato se si considerano le nuove imprese: l'83,0% delle nuove imprese aveva un solo impiego e la percentuale di unità create con almeno cinque dipendenti era del 2,0%.

In termini di impieghi, le unità monoimpiego hanno generato il 60,1% dei posti di lavoro creati dalle nuove imprese. Tuttavia, esse rappresentano solo una piccola parte degli impieghi totali della popolazione di imprese attive (7,0%). Non sorprende infatti che le unità con 10 o più impieghi facciano la parte del leone, rappresentando il 76,3% di tutti gli impieghi dell'economia svizzera.

Il tasso di creazione di unità molto piccole è molto elevato: durante il 2022 sono state create «ex nihilo» il 12,0% delle imprese con un unico impiego. Il tasso si abbassa poi all'aumentare delle dimensioni delle imprese. Sempre nel 2022, le nuove imprese rappresentavano infatti rispettivamente il 5,1%, l'1,3% e lo 0,3% delle imprese attive nelle classi «da 2 a 4 impieghi», «da 5 a 9 impieghi» e «10 o più impieghi».

Anche se molto dinamiche in termini di creazione, le imprese con un solo impiego sono più vulnerabili rispetto a quelle di maggiori dimensioni. I loro tassi di sopravvivenza sono nettamente più bassi rispetto a quelli delle imprese che al momento della creazione hanno un numero di impieghi superiore. Ad esempio, meno della metà delle imprese con 1 impiego create «ex nihilo» nel 2017 erano ancora attive nel 2022 (48,3%), mentre il tasso di sopravvivenza delle nuove imprese nelle classi di grandezza «da 2 a 4 impieghi», «da 5 a 9 impieghi» e «10 o più impieghi» è stato del rispettivamente 58,5%, 60,6% e 69,3%.

Forte calo delle cessazioni di imprese

I dati sulle chiusure definitive di imprese, che si riferiscono al 2020, presentano una netta inversione di tendenza rispetto al passato. In totale hanno chiuso i battenti 35 771 imprese, con un calo dell'11,1% rispetto all'anno precedente. Queste chiusure hanno comportato la perdita di 48 592 impieghi. Questi valori non erano più stati così bassi dal 2014.

La maggior parte delle cessazioni di attività ha riguardato imprese con un impiego (84,0%). Il tasso di cessazione in questa classe di grandezza è relativamente alto (9,8%). Le unità con almeno cinque impieghi, ad esempio, rappresentano solo l'1,8% di tutte le chiusure definitive di imprese, con un tasso di cessazione dello 0,5%. Questi risultati confermano la maggiore vulnerabilità delle unità più piccole.

Variazione dell'impiego: l'incidenza delle imprese esistenti

I dati più recenti sulle cessazioni definitive di attività hanno consentito di analizzare la variazione dell'occupazione tra il 2020 e il 2021, periodo durante il quale l'economia svizzera ha contabilizzato 57 266 impieghi supplementari (+1,3%). Questo andamento si basa essenzialmente sulla variazione endogena: le imprese che operano nello stesso ramo economico hanno infatti generato un saldo positivo di 51 709 impieghi. Il secondo fattore che spiega questo risultato è il saldo tra le creazioni «ex nihilo» e le soppressioni definitive di impiego (+10 967 impieghi).

Anche i cambiamenti strutturali hanno prodotto un saldo positivo, ma il loro impatto è stato più limitato (+1750 impieghi). I cambiamenti organizzativi, invece, hanno avuto un impatto negativo sulla dinamica dell'impiego, con una perdita netta di 7160 impieghi.

Informazioni complementari si trovano nel PDF seguente.

Details

Dargestellter Zeitraum
2020-2022
Periodizität
Jährlich
Raumgliederung
Schweiz
BFS-Nummer
2024-0424-i
Nutzungsbedingungen
OPEN-BY
Freie Nutzung - Quellenangabe ist Pflicht
Artikeltyp:
Medienmitteilung
Veröffentlicht am:
02.12.2024

Verfügbare Sprachen

PDF 532 kB