Economia culturale: analisi approfondita degli operatori culturali (2010-2024) e delle imprese culturali (2011-2022) Settore culturale: un mondo del lavoro dinamico ma atipico

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Settore culturale: un mondo del lavoro dinamico ma atipico

23.05.2025 - Nel 2024 in Svizzera si contavano circa 300 000 operatori culturali, una cifra che ha riniziato a salire dopo la pandemia. Questi operatori culturali altamente formati lavorano con modalità atipiche. Oltre il 50% di loro lo fa infatti a tempo parziale. La pluriattività è in aumento dal 2010. Rispetto all'economia nel suo complesso, nel settore culturale le persone che lavorano come indipendenti sono il doppio. Lo stipendio è però più basso. Sebbene il settore culturale sia dinamico, con un record di 67 313 imprese e un valore aggiunto lordo di 16,3 miliardi nel 2022, l'occupazione in questo campo è in calo dal 2011. Questo è quanto risulta da un'analisi dell'Ufficio federale di statistica (UST) sull'andamento a lungo termine dell'economia culturale.

Parallelamente all'aggiornamento delle cifre sugli operatori culturali (2024), nel quadro della statistica dell'economia culturale elaborata dall'UST è uscita una pubblicazione sulla cultura come mondo del lavoro («La culture comme monde du travail», disponibile in tedesco e francese), che si concentra sugli operatori culturali dal 2010 al 2024. La pubblicazione si sofferma anche sulle imprese culturali dal 2011 al 2022. Secondo la definizione internazionale, l'economia culturale comprende i media e alcuni settori creativi come l'architettura, i videogiochi e la pubblicità. Allo stesso tempo è stata aggiornata anche la statistica del finanziamento pubblico e privato della cultura (2022).

Condizioni di lavoro atipiche e tendenze contrastanti

Nel 2024 in Svizzera si contavano 295 000 operatori culturali. Circa un terzo di loro esercitava una professione culturale nel settore culturale (musicista in un'orchestra, giornalista in una casa editrice) e un terzo una professione non culturale (contabile in un teatro, segretaria in una società di videogiochi). L'ultimo terzo svolgeva invece una professione culturale al di fuori di tale settore (grafico in una banca, architetta in un'amministrazione pubblica).

Segnato dalla pandemia di COVID-19, che nell'arco di un anno ha portato alla scomparsa di un operatore culturale su venti, il settore si è ripreso, registrando un +3,5% delle persone attive in questo settore nel 2023-2024 rispetto al +0,9% dell'economia nel suo complesso. Le professioni culturali nel settore della cultura sono addirittura aumentate del 10,7% in un anno e del 38,3% dal 2010. Tuttavia, l'andamento per settore presenta sviluppi contrastanti, poiché in 15 anni si è registrato un +92,1% di persone attive nel campo del patrimonio e dei musei a fronte di un -40,5% in quello dei libri e della stampa.

Tra gli operatori culturali, il 58,8% aveva una formazione di livello terziario contro il 43,8% del totale delle persone attive. Il loro salario annuo lordo era però più basso rispetto all'economia totale (2024: risp. 70 000 fr. e 74 100 fr.). Nel settore culturale il lavoro a tempo parziale è molto diffuso: a lavorare in questa modalità è infatti il 51,9% degli operatori culturali e addirittura il 61,1% degli artisti e degli scrittori (rispetto al 38,4% di tutte le persone attive). Lo stesso vale anche per la pluriattività, poiché il 14,7% degli operatori culturali aveva due impieghi o più (contro l'8,0% di tutte le persone attive). Queste quote sono in aumento dal 2010. Le persone che lavorano come indipendenti (27,7%) sono il doppio rispetto a quanto succede nel totale dell'economia (14,1%), raggiungendo addirittura la quota del 40,3% tra i lavoratori e le lavoratrici indipendenti nelle professioni culturali del settore culturale.

Più donne ma in situazione più precaria

In proporzione, nel 2024 le donne impiegate nel settore dell'economia culturale erano più numerose rispetto a quelle impiegate all'economia nel suo complesso, ma disponevano di un livello di formazione più basso, ricoprivano meno spesso posti con funzioni dirigenziali, erano meno retribuite, avevano più spesso due o più impieghi ed erano quasi il doppio a lavorare a tempo parziale rispetto agli uomini. Sebbene nel settore culturale siano meno diffuse che nell'economia totale, le persone attive con passato migratorio che vi lavoravano avevano un livello di formazione più alto ed erano impiegate a tempo pieno con una maggiore frequenza; in media erano tuttavia pagate leggermente meno rispetto ai colleghi e alle colleghe senza passato migratorio.

Imprese culturali in aumento del 25% ma impieghi in calo

Quello culturale è un settore dinamico. Nel 2022 ha generato un valore aggiunto lordo di 16,3 miliardi di franchi a prezzi correnti (pari al 2,1% del PIL), superando quello registrato nel 2021 (15,4 mia.) e persino quello del 2019, precedente la pandemia (15,6 mia.). Il settore ha inoltre raggiunto il nuovo record di 67 313 imprese culturali (2022). Le imprese egli impieghi del settore della cultura si concentravano nelle città, in particolare nella Grande Regione di Zurigo, che ne ospita circa un quarto mentre a viverci è «solo» il 18% della popolazione svizzera. Dal 2011 il numero di imprese culturali è aumentato del 22,7%, un incremento superiore a quello registrato dall'economia nel suo complesso (+13,4%). L'aumento tra il 2011 e il 2022 maggiore è stato osservato nel campo audiovisivo e multimediale (+54,0%), in quello delle arti visive e del design (+45,9%) e in quello delle arti dello spettacolo (+35,8%).

Nel 2022 le nuove imprese culturali sono state più numerose (il 9,4% delle imprese) rispetto a quanto registrato nell'economia totale (7,4%), sebbene in genere abbiano avuto un tasso di sopravvivenza inferiore. E soprattutto, l'occupazione culturale non ha registrato gli stessi aumenti. Dal 2011 i posti di lavoro sono progrediti del 6,0% e gli equivalenti a tempo pieno (ETP) del 2,0%, contro il +14% segnato da ciascuno nel totale dell'economia. Di conseguenza l'organico delle imprese culturali ha subito una flessione, passando da 4,1 impieghi e 2,9 ETP per impresa nel 2011, a 3,6 e 2,4 nel 2022.

Informazioni complementari, come grafici, si trovano nel PDF seguente.

Details

Dargestellter Zeitraum
2024
Periodizität
Jährlich
Raumgliederung
Schweiz
Quelle(n)
Bundesamt für Statistik
BFS-Nummer
2025-0315-i
Nutzungsbedingungen
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Freie Nutzung - Quellenangabe ist Pflicht

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Artikeltyp:
Medienmitteilung
Veröffentlicht am:
23.05.2025

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